Acro Yoga

Martina Panagia: «Dopo un amore finito mi sono ritrovata con l’Acroyoga»


martina panagia

«Un’attività che unisce i principi della disciplina indiana e le figure acrobatiche mi ha aiutato a superare il senso di vuoto e di solitudine»

Quando una storia d’amore finisce è inevitabile provare un senso di vuoto e di solitudine. È successo anche a me, dopo una relazione complicata durata tre anni e mezzo. Non avrei mai pensato che avrei ritrovato me stessa grazie a una disciplina di cui non conoscevo neppure l’esistenza: l’AcroYoga.

Una relazione tormentata

Era stata una liaison intensa, vissuta tra alti e bassi, allontanamenti e riavvicinamenti. Tanto per cominciare vivevamo ai due estremi opposti dell’Italia, io in Lombardia e lui a 1.300 chilometri di distanza, cosa che già di per sé creava difficoltà, anche perché i rispettivi impegni lavorativi ci obbligavano a stare lontani per lunghi periodi. Ma la distanza non era l’unico problema: altri aspetti del nostro rapporto mi facevano capire con sempre maggior chiarezza che non si trattava di una persona adatta a me, e che sarebbe stato difficile costruire un futuro insieme. E così, dopo molteplici tira e molla, lasciarsi definitivamente è stato inevitabile, e ho accolto quella decisione quasi con sollievo. Ma altrettanto inevitabile è stata la delusione nel constatare il fallimento di una storia in cui inizialmente avevo creduto. Avevo fatto il possibile per farla funzionare e alla fine sono rimasta con un senso di vuoto, di smarrimento, oltre a provare un’improvvisa solitudine.

Sono rinata con l’AcroYoga

Nonostante non avessi alcun ripensamento, non mi è stato facile voltare pagina con una nuova vita da single. Ma la svolta è arrivata inaspettata una sera in cui, navigando in internet, mi sono imbattuta del tutto casualmente nell’AcroYoga, una variante dello yoga da praticare in coppia, che unisce la tecnica respiratoria della disciplina indiana alle figure della ginnastica acrobatica, facendo lavorare moltissimo sull’equilibrio del corpo. In vita mia non mi ero mai cimentata in niente di simile: sono decisamente pigra e la palestra mi annoia, per non parlare della pesistica, e l’unico motivo che mi spinge a fare attività fisica è il desiderio di divertirmi e vivere emozioni, proprio come facevo da bambina quando praticavo ginnastica artistica e ritmica: un bagaglio che sicuramente mi ha facilitato in questa nuova esperienza.

Una carica di adrenalina

Incuriosita da questa disciplina, ho iniziato a prendere lezioni in una scuola specializzata, dove mi hanno insegnato le basi. Giorno dopo giorno scoprivo con sorpresa di riuscire in acrobazie, verticali e contorsioni con una facilità e una rapidità inaspettate: constatare le mie abilità mi ha trasmesso una potente carica di adrenalina. E finalmente ho cominciato a sentir crescere dentro di me un entusiasmo tutto nuovo: se riuscivo in cose di cui non mi sarei mai creduta capace, pensavo, avrei potuto riuscire in ogni altra situazione. È stato il primo passo per riprendere in mano la mia vita, recuperando fiducia e autostima. La sempre maggior acquisizione dell’equilibrio fisico incideva anche su quello psicologico. Più che a dimenticare il mio ex, l’AcroYoga mi ha aiutato a ritrovare me stessa e a rimettermi al centro del mio mondo, scoprendo in me una donna nuova, ancora capace di socializzare, di farsi coinvolgere da una passione e di amare la vita. Per giunta, ero sempre più soddisfatta del mio aspetto: un fisico più tonico e armonioso con muscoli forti e delineati perché si utilizzano tutti, dal primo all’ultimo, perdendo peso in maniera rapida ed equilibrata. E una maggiore eleganza nella figura e nel portamento, dovuta alla consapevolezza del proprio corpo e del modo in cui muoverlo.

Tanti amici e un nuovo compagno

Con i compagni di corso ci ritrovavamo sempre più spesso a praticarlo anche in vere e proprie Jam, vale a dire lunghi allenamenti di gruppo all’aperto, tanto faticosi quanto appaganti. E, con molti nuovi amici con cui condividere una passione così profonda, ho sconfitto anche quel senso di solitudine che provavo. Sono trascorsi due anni da quando ho cominciato e, compatibilmente con i miei impegni di lavoro, continuo a praticare l’AcroYoga con una certa costanza, perché mi fa stare bene. Mi aiuta molto a conservare il controllo e l’equilibrio, soprattutto durante le fasi altalenanti che caratterizzano il mio lavoro, e che spesso possono destabilizzare. Da oltre un anno, poi, ho un nuovo compagno che mi ha reso di nuovo felice.

Martina Panagia (testimonianza raccolta da Grazia Garlando)

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